La leggenda dell’Isola Tiberina

TIPOLOGIA Mosaico Classico

DESCRIZIONE:

“La leggenda dell’Isola Tiberina” è la prima di una serie di opere, alcune delle quali ancora incompiute, nate dal desiderio del Maestro Brando di favorire una riflessione sull’età classica, tra tradizione greca e romana, e i suoi successivi sviluppi.

Quale miglior esempio, quindi, se non Roma con le sue varie sovrapposizioni, che fu un tempo e rimane tuttora il massimo compendio di diverse culture ed epoche.

Sono infinite, infatti, le immagini, sia artistiche che tecniche, che questa città seppe mutuare in espressioni proprie senza precedenti, come ad esempio lo straordinario utilizzo dell’arco etrusco che diede vita ad opere ingegneristiche uniche quali i ponti e gli acquedotti romani.

In questa opera, inoltre, la storia si fonde col fiabesco.

È così che la leggenda delle messi di grano del re Tarquinio il Superbo, gettate nel Tevere durante una ribellione, le quali intrecciandosi diedero forma all’Isola Tiberina, diviene metafora oggi dei quegli aspetti straordinari che hanno reso possibile l’unione nel tempo di elementi così eterogenei tra loro che sono alla base di questa città.

L’Isola Tiberina diviene dunque uno spaccato poetico delle varie fasi artistiche e architettoniche della storia di Roma, con accenni che vanno dall’architettura romana a quella paleocristiana e romanica, fino a degli elementi di carattere barocco.

La sua particolare planimetria, che ricorda la forma di una nave mentre fende la corrente, è rappresentata nel quadro dalla prua rostrata di una nave romana.

Nave che rappresenta non solo il punto di contatto (dallo scambio commerciale ai conflitti armati) tra diversi popoli, ma, anche, la base di un nuovo futuro che viene da questo incontro a generarsi.

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